Ho deciso: voglio un Avatar!

L’altro giorno il mio ometto mi ha detto: Mamma ma come fai a fare tante cose?

Effettivamente noi mamme abbiamo dei super poteri. Credo che ci vengano dati per magia perché quello che fino a prima del parto ci sembrava praticamente impossibile dopo diventa un gioco da ragazzi.

Ci sono giornate nelle quali bisogna necessariamente lasciare indietro qualcosa. Si lavora per priorità, ottimizzare tutto e quando alla sera ti siedi e capisci che la tua giornata non è di 72 ore come vorresti ma solo di 24 e sei ancora viva…direi che è un successo.

Quando si è freelance non sempre si hanno collaboratori ai quali delegare parte del lavoro… ma quanto sarebbe bello avere un avatar che ti aiuta?

Un’altra Erika che fa quello che io non riesco a fare in quel momento.

Probabilmente in un futuro non troppo lontano questo diventerà possibile visto come evolve velocemente la tecnologia. Avevo però un’altra missione da compiere, spiegare il significato di avatar a mio figlio e perché la sua mamma ne avrebbe voluto uno.

Qual’è il modo migliore per spiegare una cosa difficile a un bambino?

Non so come fai tu, io lo faccio giocando perché mi risulta più semplice e lo trovo anche più divertente.

Aprite l’applicazione “Facering” e il gioco è fatto 😉

E’ un programma di riconoscimento facciale che, grazie alla webcam trasforma la tua immagine in quella di un avatar che decidi tu. E’ in grado di riprodurre in tempo reale i tuoi gesti e di modificare la tua voce con quella dell’avatar prescelto. Lo puoi usare anche su Skype o altri programmi simili.

Questa qui sotto sono io ma potete trasformarvi in principesse, in draghi oppure in degli hamburger. Provatelo perché è veramente molto molto divertente. Da fare sia con un bambino e perché no, anche con un collega che possieda però un buon senso dell’umorismo;)

immagine avatar facerig
https://facerig.com/

La realizzazione di immagini tridimensionali e bidimensionali invece è un lavoro molto serio e complicato. Nel web si possono trovare veri e proprio “maghi” del 3D. Basta guardare i nuovi videogiochi e i cartoni animati come quelli della Disney e Pixar ad esempio.

Graficamente parlando, sull’argomento 3D io conosco il programma Blender per le animazioni e attualmente sto scoprendo Substance, la suite di texturing.

La trovo veramente interessante come applicazione, vi terrò aggiornati su come procede la scoperta di questa risorsa 😉 tu invece che software di 3D utilizzi?

Queste non sono soluzioni “salva tempo” ma veri e propri programmi che vanno studiati, sperimentati e capiti. In fin dei conti quando si investe nella propria crescita professionale è sempre tempo speso bene. Io ad esempio lo riesco a fare di sera quando il resto del mondo guarda un film o va a dormire.

A proposito di Avatar voglio consigliarti però un’applicazione simpatica da installare sul telefonino, e si tratta di Genies.

Ti Permette di creare “cloni” digitali di qualità 3D. Gli avatar possono reagire ai testi in tempo reale imitando movimenti e espressioni. Può essere integrato in dozzine di app di messaggistica tra cui Facebook Messenger, WhatsApp e iMessage.

Vi invito anche a seguire (per chi già non la conoscesse) una “influencer virtuale” un avatar di nome Noonoouri .

La trovo veramente molto bella e con i suoi oltre 300mila followers direi che il suo creatore, Joerg Zuber, (direttore creativo dell’agenzia tedesca di branding e designOpium di Monaco) ha lanciato una bella provocazione alle influencer in carne e ossa.

Esce dagli stereotipi e dai canoni imposti dove si crede che solo modelle altissime posso essere sinonimo di bellezza. Lei con il suo metro e 50 e la sua eleganza è riuscita a dare voce anche alla categoria delle “donne concentrate” di cui faccio parte anche io:)

Noonoouri influencer virtuale

In conclusione per rispondere alla domanda: “come fai a fare tutto” la mia risposta è: “non arrivo dappertutto!”

Forse un giorno avrò un avatar che mi aiuterà ma fino a quel momento alternerò le cose da fare catalogandole per priorità. Sono una mamma “imperfetta” e una professionista pignola, è naturale che qualcosa rimane indietro. Bisogna fare delle scelte e provare a sconfiggere l’idea di sentirsi molte volte inadatte a svolgere questi due ruoli contemporaneamente.

Le cose si imparano strada facendo ma quello che non deve mancare mai, secondo me, è il sorriso, l’arte di sdrammatizzare e l’auto ironia, la visione del bicchiere sempre mezzo pieno e che tutto ha una soluzione anche quando ci sembra di no.

Chiudo questo post con una frase di Ada Merini:

“ Dovrei chiedere scusa a me stessa per aver creduto di non essere abbastanza…”

e la vorrei dedicare a tutti colori che nonostante tutto quello che fanno a volte si sentono così.

Abbandonare l’idea di perfezionismo e accettare un po di più la nostra vulnerabilità non è segno di debolezza ma di consapevolezza.

Siamo fondamentalmente imperfetti e siamo belli anche per questo!

Erika Ricci

Erika Ricci

Art Director e Consulente, specializzata in Brand Identity e Sensorial Marketing.

Con Creatività ed Eleganza aiuto le aziende a comunicare la loro identità attraverso l'utilizzo dei sensi.

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